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Piano
piano... sulla strada... fino in Perù
Il progetto Perù nasce nel 1989, grazie alla
collaborazione dell'ente "Trabajamos juntos", già presente dal 1981
come ente di assistenza e solidarietà, per la realizzazione di vari progetti a
sfondo umanitario. In quell'anno, grazie all'impegno e alla tenacia di Don
Andrea Morelli e del sig. Giorgio Cerquiglini, si avviarono l e opere atte a
migliorare le condizioni igienico-sanitarie e sociali della popolazione del
villaggio di Canete, portando loro acqua potabile, elettricità, e costruendo un
centro educativo e ricreativo, nonché un asilo ed un nido, affinché i bambini
potessero avere un luogo protetto dove giocare. Questo progetto, sostenuto dal
coraggio e la generosità di molti Cittadini di Amelia, San Gemini e degli
stessi parrocchiani della Polymer, è continuato nel tempo e si è sviluppato
attraverso un piano di priorità che, ha permesso, e sta permettendo agli
abitanti di uno sperduto villaggio nel deserto peruviano, di condurre una vita
più dignitosa, potendo essi accedere, a cure mediche, spazi ricreativi ed opere
di prima necessità. Ora che le carenze più immediate sono state
colmate si sta affrontando il problema della sanità; A tal fine, è iniziata la
costruzione del Centro Medico "Luca Bellini" ed in esso sono a tutto
oggi funzionanti, una sala operatoria per chirurgia d'urgenza, un ambulatorio
polispecialistico con annessa sala d'attesa ed una Farmacia parzialmente
finanziata dalla Società Per.Edil, dall'Associazione "Ami ci di Luca
Bellini", dall'Ospedale di Terni e dalla Soc. Autotrasporti MEDEI.
L'assistenza Medica, assicurata da un medico proveniente da Lima, tre volte la
settimana, e da una infermiera presente giornalmente, è permessa grazie al
nostro sforzo organizzativo ed economico. Si ricordi che in Perù, come in altre
zone sottosviluppate, l'assistenza medica è paradossalmente a pagamento, per
tutti, senza possibilità per i meno abbienti di poter usufruire di
facilitazioni statali o aiuti assistenziali. Ciò causa, nella grande
maggioranza di coloro che si ammalano, l'impossibilità a curarsi, ed il nascere
di una sorta di rassegnazione, che inevitabilmente li porta alla morte. Il
Perù, malgrado l'entrata nel Mercosur, rappresenta il paese Sud Americano
con il PIL più basso (57 miliardi di $), ed un PIL pro-capite di 2.069 $ annui,
pari a circa 6 dollari giornalieri pro-capite. Esso rappresenta anche il paese
sud Americano con più basso tasso di occupazione, pari al 36% della popolazione
totale, laddove in città tale tasso si innalza, per precipitare a meno del 12%
nelle zone rurali. Altri dati a sostegno del fatto che il nostro focalizzarsi
sul Perù rappresenta, sì una scelta umanitaria, ma dettata anche da precisi
indicatori economici e demografici, che ne fanno un paese poveris simo e la cui
popolazione è giornalmente esposta a rischi di carestie e malattie, sono i
seguenti: la speranza di vita alla nascita è di 59 anni, tra i più bassi dei
paesi Andini, il tasso di scolarizzazione è dell'83%, il tasso di mortalità
infantile è pari a 50:1000 (50 morti su 1000 nati vivi). Il
Perù, inoltre, è uno dei paesi più devastati da cataclismi naturali, siano
essi terremoti che eruzioni vulcaniche, da carestie, da epidemie. Esso è stato
colpito, solo nell'ultimo decennio, da epidemie coleriche, febbri tifoidee,
malattie trasmesse da artropodi, leishmaniosi, encefaliti virali, dengue,
tripanosimiasi Americana, dove le ultime tre patologie sono letali. In questo
contesto le nostre opere sanitarie rappresentano il perno della resistenza e
della sopravvivenza ed applicano un insieme di aiuti e principi che garantiscono
i diritti fondamentali dell'individuo: la possibilità di vivere e la garanzia
che questa vita sia vissuta con dignità.
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